Una testimonianza per la formazione di cittadini informati e consapevoli.

Il 14 e il 16 Aprile siamo stati ospiti presso la scuola media G. Bellavitis di Bassano del Grappa per sei incontri del “Progetto Finestre” dell’Associazione Astalli di Vicenza.

Il progetto si propone di sensibilizzare gli studenti sul tema della migrazione soprattutto forzata e più in particolare dei rifugiati. La finestra, diventata quanto mai fondamentale e in questi tempi di pandemia ha una duplice funzione: in primo luogo quella di fare entrare aria, profumi, odori, luce, colori, di proteggerci dall’aria viziata e probabilmente anche dai virus; in secondo luogo quella di fare uscire: fare uscire uno sguardo, un pensiero, regalare il ritaglio di un mondo diverso da quello presente dentro la stanza.

Questo è il significato di portare una testimonianza raccontata da un rifugiato, una storia personale che permetta di vedere il tema da una prospettiva diversa: quella di chi ha vissuto in prima persona le difficoltà, i traumi e le gioie di un percorso di vita. Senza voler essere invadenti, senza dover insegnare, senza dover convincere, solo attraverso il regaglo di una storia.

Una storia che è comunque segnata anche dal dolore e dalla fatica, una storia impegnativa e forte. Per questo, generalmente, la fascia di studenti a cui si rivolge il progetto va dalla terza media alla quinta superiore. Venire a parlare alle prime medie è stata quindi una scommessa, concordata con la prof.ssa Carli che insisteva per parlare proprio alle prime.

 

Per come sono andate le cose, di sentiamo di dire che sia stata senza dubbio una scommessa vinta. I ragazzi sono stati attentissimi, proattivi, hanno fatto moltissime domande, dimostrato una profonda sete di conoscenza e sensibilità. Alcuni ragazzi hanno scritto dei pensieri e fatto dei disegni mentre Alice (la testimone rifugiata) raccontava la sua storia e hanno voluto consegnarli alla fine del racconto. Sono state due mattinate dense, e arricchenti soprattutto per noi, restituendoci speranza e fiducia nelle nuove generazioni. Encomiabile l’accoglienza della scuola, che ha voluto addirittura omaggiarci con un presente.

Fabio Valerio con Sombang A Essara (Alice) e Ofosu (Antonella)

 

UN PENSIERO SULL’INCONTRO PER ALICE

Alice mi ha fatto comprendere il vero significato della parola dolore.

Un’altra cosa che mi ha colpito profondamente è il fatto che lei durante tutto il suo sfortunato viaggio non abbia mai perso la fede, neanche quando la situazione era così dura che pensava alla morte. È una delle persone più forti che io abbia conosciuto. Non si è fatta battere neanche quando è stata arrestata e messa in carcere in Libia. Alice ha vissuto tantissime situazioni che qui in Italia potremmo solo vederle in un film.

Lei è stata anche un’insegnante di vita per me, perché mi ha fatto capire quanto io sia fortunata a vivere qui con una famiglia che mi vuole bene e mi dà aiuto senza chiedere niente in cambio.

Mi ha scioccato anche che lei sia stata usata come un oggetto dai trafficanti che le chiedevano sempre soldi. Dato che lei non ne aveva, le hanno chiesto di prostituirsi e dopo che ha rifiutato, è stata costretta a lavorare in condizioni terribili, trattata peggio di un animale, ad esmpio in una fabbrica che non aveva il bagno. Per fortuna poi questa drammatica storia ha un lieto fine: Alice è arrivata qui, in Italia, il bel paese e ha potuto Rinascere in una nuova e splendida vita!

Non mi resta che ringraziare tantissimo Alice per l’importantissma opportunità che ci ha offerto raccontando la sua storia. Grazie Alice.

Francesca

 

Articolo completo su https://ic2bassano.edu.it/2021/05/17/settimana-interculturale/